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Dio è un Dio della guerra o un Dio della pace?
Esodo 15:3 Il SIGNORE è un guerriero,il suo nome è il SIGNORE.

La Bibbia ci dice che Dio è un guerriero, dà istruzioni per condurre la guerra (Deuteronomio 20) e afferma che una certa guerra proveniva da Dio (1Cronache 5:22). La Bibbia dice anche che Dio è buono (Salmi 100:5) e che è il Dio della pace (Romani 15:33). Per alcuni questo è un problema o una contraddizione, ma in realtà non lo è. Una caratteristica della bontà è l'opposizione al male, ed è proprio perché Dio è buono che combatte contro il male, oppure aspetta per dare tempo al male di ravvedersi. Un poliziotto o un giudice non sono buoni se lasciano liberi tutti i criminali. Poi, quando Dio è chiamato il Dio della pace, il senso non è che non combatte mai, ma che vuole fa pace con i suoi nemici, riconciliandoli a sé in Gesù Cristo. Chi però non fa pace con Dio viene distrutto perché Dio è perfettamente buono e non può essere associato con il male in nessun modo. Così Dio porta la pace distruggendo il male; se il male continuasse per sempre, senza che Dio combattesse, non ci sarebbe mai la pace.
 

Ma allora, come possiamo spiegare tutte le stragi commesse da Dio?
 
Senza dubbio, Dio uccise tante persone, sia individui sia intere popolazioni, sia direttamente sia ordinando ai suoi servi di sterminare altri. Benché succeda in tutta la Bibbia, ce ne sono più esempi nell'Antico Testamento (per motivi che saranno spiegati qui sotto). Questo fatto ha portato alcuni a paragonare quello che sembra a loro un Dio di ira nell'Antico Testamento con un Dio di amore (o con Gesù Cristo) nel Nuovo Testamento. Però questo confronto è possibile solo per chi legge la Bibbia in modo superficiale, perché l'AT è pieno di descrizioni dell'amore di Dio e il NT è pieno di descrizioni dell'ira e della punizione da parte di Dio (e di Gesù Cristo).
 
Bisogna capire questi brani nel contesto del messaggio dell'intera Bibbia, cioè del vangelo.
 
Dalla caduta di Adamo in poi, tutti muoiono a causa del proprio peccato. Prima o poi, tutti muoiono, la questione è solo quando. Dio sarebbe giusto se facesse morire tutti al momento del primo peccato, che sarebbe quando siamo piccolissimi.
 
Ma nella sua misericordia, in alcuni casi non esegue la sua punizione subito, ma aspetta. Così non c'è nessun problema con il fatto che Dio fece morire tutte queste persone. Questo sarebbe la normalità. In realtà, la cosa strana è che vissero così tanto tempo, e che tutti gli altri (inclusi gli Israeliti) non subirono la stessa condanna. Però, in quei casi la misericordia di Dio fece aspettare il suo giudizio.
 
Il fatto che Dio uccide delle persone è un problema solo se crediamo che tutte le persone abbiano il diritto di vivere per circa 70 anni, e che se muoiono prima è un'ingiustizia di Dio. Se abbiamo un punto di vista biblico che tutti dovrebbero morire giovanissimi, perché sono tutti colpevoli di offese gravi contro Dio, e che se muoiono dopo è la misericordia di Dio, il problema scompare. Naturalmente, quando parliamo di "tutti", includiamo anche noi stessi: io e voi saremmo dovuti morire giovanissimi, perché colpevoli davanti Dio; se non siamo già morti è per la misericordia di Dio, un fatto che deve portarci alla lode e al ringraziamento di Dio.
 
La questione che rimane è quali differenze ci sono nel Nuovo Testamento, cioè se Dio agisce nello stesso modo ora. Una differenza adesso è che Dio esegue i suoi propositi non più tramite una nazione politica, ma tramite la chiesa.
 
Così non ordina più lo sterminio di intere città o nazioni. Ci sono pochi casi nel Nuovo Testamento in cui Dio fece morire o colpì qualcuno per un peccato particolare potete leggere (Atti 5:1-11; 12:20-23; 13:6-12; 1Corinzi 11:30-32).
 
Forse altri morirono o furono puniti, e forse alcuni muoiono o sono puniti adesso, ma di solito non siamo in grado di dire che è la conseguenza di un peccato particolare.
 
Quello che troviamo spesso nel Nuovo Testamento, invece, sono condanne forti, con la promessa di un castigo futuro. Un castigo eterno che è peggiore di qualsiasi strage raccontata nell'Antico Testamento. Il motivo per cui la punizione non è immediata è che Dio aspetta (come pure nell'Antico Testamento, per esempio Genesi 6:3; 15:16; Ezechiele 18:23).
 
 
Dio non è solo un Dio santo e perfetto che punisce ogni iniquità, è anche un Dio misericordioso e paziente, e dà a tutti l'opportunità di ravvedersi invece di perire vedete (2Pietro 3:9). Se Dio ci trattasse come meritiamo, con una giustizia legale in cui ogni reato è punito subito, nessuno sarebbe ancora in vita e nessuno avrebbe tempo per ravvedersi ed essere salvato dall'ira di Dio.
 
E Dio non solo per la sua misericordia e pazienza ci dà l'opportunità di ravvedersi, ma nel suo amore fa sì che il ravvedimento possa aiutarci. Perché il ravvedimento non toglie né la colpa né il castigo dei nostri sbagli. Dio ha dato suo Figlio, Gesù Cristo, per portare la nostra colpa e il nostro castigo quando è morto sulla croce.
 
Così ogni ingiustizia viene punita e Dio rimane giusto, santo e perfetto, anche quando perdona e entra in un rapporto con degli esseri ingiusti e imperfetti vedete (Romani 3:21-26).
 
C'era lo stesso Dio di amore nell'Antico Testamento, che stabilì il sistema dei sacrifici per il perdono dei peccati, ma l'amore di Dio è stato rivelato in modo più completo in Gesù Cristo nel Nuovo Testamento.
 

Nel 7° comandamento era proibito uccidere; vediamo perché diverse persone nella Bibbia uccisero altre persone?
 
Esodo 20:13  "Non uccidere.
 

Alcuni casi sono semplici da spiegare. Le persone nella Bibbia (tranne Gesù) non erano perfette, e tutti sbagliavano. A volte azioni peccaminose sono raccontate senza essere condannate, e non dobbiamo pensare che siano giuste solo perché non c'è una condanna esplicita.
 
Leggermente più difficili sono i casi dove Dio comanda di uccidere qualcuno, oppure addirittura sterminare interi popoli. I 10 comandamenti non valgono anche per lui? In poche parole, no. Descrivono come gli uomini si devono comportare. Dio invece è libero di fare tutto quello che gli piace (Salmi 135:6), e tutto quello che fa è giusto perché gli piace fare solo cose giuste. Il motivo per cui Dio proibisce l'omicidio è perché il diritto alla vita spetta solo a lui, e non lo concede a nessuno. Gli uomini, essendo creati all'immagine di Dio, valgono troppo per essere uccisi da un'altra persona - ma non valgono più di Dio.
 
 
Dio decide quando tutti muoiono, non solo quelli che sono puniti. A volte nell'Antico Testamento Dio eseguiva questo suo diritto di non conservare più in vita tramite l'agenzia d'Israele (per esempio Esodo 21:12; Levitico 24:15-16; Deuteronomio 20:16-17; 1Samuele 15:3). In questi casi, fu in realtà Dio che uccideva e non Israele.
 
Questo è un metodo che Dio non usa più perché il popolo di Dio (la chiesa) non è più un'entità politica né un governo, come lo era nell'Antico Testamento.
 
C'è anche da dire che la parola ebraica usata nel comandamento (rāṣaḥ) non è la parola normalmente usata per uccidere (harag). Il significato è "Non commettere omicidio" piuttosto di "Non uccidere". Questo lascia la possibilità di uccidere qualcuno quando Dio lo comanda.
 

“Non uccidere”, però dipende..
 
è uno dei dieci comandamenti che nell’Antico Testamento (Esodo 20:1-17 e Deuteronomio 5:6-21) Dio consegna a Mosè per il popolo di Israele.
 
Anche chiamati “Dieci Parole”, questi sono precetti fondamentali per le religioni cristiana ed ebraica. Nonostante la loro formulazione lapidaria – letteralmente, visto che nel racconto biblico furono incisi su tavole di pietra -, neppure i comandamenti si salvano dal dibattito linguistico e dottrinale. Le varie religioni li suddividono, riassumono e spiegano in maniera diversa, e perfino un comandamento in apparenza semplice come “Non uccidere” si presta a più di un’interpretazione.
 
Nel testo ebraico l’azione di “togliere la vita” viene indicata da diversi verbi, ognuno con la propria sfumatura di significato; va ricordato comunque che le distinzioni non sono nette o costanti. Nel comandamento il verbo usato è r-s-h (רצח), variamente traslitterato come ratsach, retzach, rasah e simili. Le Bibbie cristiane tradizionali, a partire dalla Vulgata, lo rendono con un generale “uccidere”, mentre la lettura prevalente nei commentari rabbinici è più specifica: r-s-h significa “assassinare” o “commettere un omicidio”. Escluderebbe quindi dalla condanna divina le uccisioni involontarie o quelle in qualche modo “giustificate”, come la guerra o la pena capitale, che peraltro era contemplate dal diritto dei popoli biblici. Quando tradurre diventa una questione di vita (eterna) o di morte.
 

È un errore dire che Dio non sia mai in favore della guerra.
 
Gesù non è un pacifista. In un mondo pieno di persone malvagie, talvolta una guerra è necessaria per prevenire un male ancora maggiore. Se Hitler non fosse stato sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale, quanti milioni di Ebrei in più sarebbero stati uccisi? Se non si fosse combattuta la Guerra Civile, per quanto tempo ancora i neri d’America avrebbero sofferto come schiavi? Dobbiamo ricordarci tutti di basare quello che crediamo sulla Bibbia, non sulle nostre emozioni (2 Timoteo 3:16-17).
 
La guerra è una cosa terribile! È sempre il risultato del peccato (Romani 3:10-18). Nell’Antico Testamento, Dio ordinò agli Israeliti: “Mobilitate fra voi degli uomini per la guerra, e marcino contro Madian per eseguire la vendetta del Signore su Madian” (Numeri 31:3). Si veda anche Deuteronomio 20:16-17: “Ma nelle città di questi popoli che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri, ma voterai a completo sterminio gli Ittiti, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei, come il Signore, il tuo Dio, ti ha comandato di fare”. In Esodo 17:16 è scritto: “Una mano s’è alzata contro il trono del Signore, perciò il Signore farà guerra ad Amalec di generazione in generazione". Inoltre, 1 Samuele 15:18 leggiamo: “Va’, vota allo sterminio quei peccatori degli Amalechiti, e fa’ loro guerra finché siano sterminati”. Quindi, Dio non è certamente contrario a ogni guerra. Gesù è sempre in perfetto accordo con il Padre (Giovanni 10:30), perciò non possiamo affermare che la guerra fosse nella volontà di Dio solo nell’Antico Testamento. Dio non cambia (Malachia 3:6; Giacomo 1:17).

Anche la Seconda Venuta di Gesù sarà estremamente violenta. In Apocalisse 19:11-21 è scritto: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi erano una fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio. Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi, ed erano vestiti di lino fino bianco e puro. Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell’ira ardente del Dio onnipotente. E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI. Poi vidi un angelo che stava in piedi nel sole. Egli gridò a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: ‘Venite! Radunatevi per il gran banchetto di Dio; per mangiare carne di re, di capitani, di prodi, di cavalli e di cavalieri, di uomini d’ogni sorta, liberi e schiavi, piccoli e grandi’. E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra a colui che era sul cavallo e al suo esercito. Ma la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che aveva fatto prodigi davanti a lei, con i quali aveva sedotto quelli che avevano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Tutti e due furono gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che era sul cavallo, e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni”.

E per concludere:
In Ecclesiaste 3:8 è scritto: “[C’è] un tempo per amare e un tempo per odiare; un tempo per la guerra e un tempo per la pace”. In un mondo pieno di peccato, odio e malvagità (Romani 3:10-18), la guerra è inevitabile. Alcune guerre sono più “giuste” di altre, ma tutte le guerre sono in ultima analisi conseguenza del peccato. I cristiani non dovrebbero desiderare la guerra, ma nemmeno dovrebbero opporsi al governo che Dio ha posto in autorità su di loro (Romani 13:1-4; 1Pietro 2:17.
 

La cosa più importante che possiamo fare in tempo di guerra è pregare, chiedendo una santa sapienza per i nostri governanti, pregare per l’incolumità del nostro esercito, pregare per una veloce risoluzione del conflitto e pregare che le perdite siano minime — da entrambe le parti del conflitto (Filippesi 4:6-7).
 
Dio vi benedica
 
Giorgio Apostolo di Cristo Gesù per ordine di Dio
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